Come cambia il sostegno alle famiglie

Il fisco e il nuovo Assegno universale secondo Luigi Francesconi commercialista che a Ravenna offre la sua consulenza in materia di fisco, finanza, economia commerciale e aziendale. Riveste, inoltre, il ruolo di Revisore dei conti  e di CTU presso il Tribunale di Ravenna.

E’ stato ripreso il disegno di legge “Lepri” – dal nome del senatore che l’ha proposto – che, tramite una legge delega affida al governo il compito di potenziare e di mettere ordine alle misure previste dal fisco in favore dei genitori con figli a carico, sia autonomi sia incapienti.

Il provvedimento, già da tempo in giacenza al Senato, è stato recentemente riavviato dalla Commissione Finanze, con l’obiettivo di concretizzare la misura al più presto, accelerando la procedura per ricevere il parere del governo e portarlo ai voti il prima possibile.

Ma cosa prevede questo assegno universale?

E’ prevista l’eliminazione delle detrazioni per i minori a carico, degli assegni al nucleo familiare e di quelli alle famiglie numerose, che verrebbero assorbiti in un’unica misura.

Al loro posto, infatti, verrà introdotta una nuova forma di agevolazione, che andrà a decrescere con l’aumento dell’età dei figli: per ogni figlio a carico, lo Stato verserà ai genitori 200 euro al mese fino ai tre anni d’età, 150 euro al mese dai tre anni fino ai 18, 100 euro al mese dai 18 fino ai 26 anni.

Questo assegno sarà elargito tenendo in considerazione le condizioni economiche della famiglia. Sarà sempre l’Isee, dunque, a stabilire i casi che hanno diritto all’assegno totale o parziale: il versamento sarà ridotto per le famiglie con Isee compreso tra i 30 e i 50 mila, mentre non sarà previsto per quelle che superano i 50 mila.

Secondo i calcoli, i due terzi delle famiglie italiane con figli a carico godrebbero dell’intero beneficio, il 20% lo avrebbe in misura ridotta, e il 15% ne sarebbe esclusa.

Il problema maggiore di queste nuove modalità, sembra essere legato al fatto che l’introduzione dell’assegno universale comporterebbe l’aggiunta della somma di due miliardi di euro (e in seguito quattro) a quelli già previsti per gli assegni familiari.

In questo passaggio, comunque, dovrebbero essere eliminate le contraddizioni dell’attuale sistema. L’assegno familiare, infatti, è attualmente previsto solo per i lavoratori dipendenti e pensionati, mentre i lavoratori autonomi non ne hanno diritto. Inoltre, le detrazioni sulle tasse per i familiari non includono gli incapienti, cioè proprio chi ne avrebbe più bisogno perchè – scrive Luigi Francesconi -, guadagnando meno di otto mila euro lordi l’anno, non fa la dichiarazione dei redditi e quindi dalle tasse non può detrarre nulla.