Come funziona una riempitrice? Alla scoperta del packaging machinery

Sono tanti e diversi, ormai, i settori industriali che richiedono l’utilizzo di macchinari per i riempimento e la tappatura di bottiglie, flaconi, barattoli: dal food&beverage alla cosmesi, infatti, la maggior parte dei prodotti che si trovano sugli scaffali della grande distribuzione hanno un packaging che richiede l’imbottigliamento, di qualunque genere esso sia. Per chi non sia del settore, allora, è legittima la domanda: come funziona una riempitrice ?

 

 

La risposta è: dipende. Com’è facile immaginare, infatti, ci sono macchinari per il riempimento industriale di diverso tipo e ciascuno più adatto a seconda del prodotto in questione: che sia liquido o in gel, per esempio, varia in maniera considerevole il processo di imbottigliamento e si può aver bisogno di caratteristiche specifiche. Più nel dettaglio, a cambiare è nella maggior parte dei casi il meccanismo e il principio di funzionamento di una riempitrice industriale. Ci sono, infatti, riempitrici a sifone, a gravità, a depressione, macchine isobariche e sistemi più complessi che integrano più meccanismi di diverso tipo. Più che perdersi, però, nei tecnicismi dei diversi sistemi e nel cercare di comprendere di conseguenza la natura di ciascun componente di macchinari industriali come questi, per capire davvero come funziona una riempitrice basta guardare alle due principali tipologie disponibili sul mercato. Esistono, infatti, riempitrici a volume costante che inseriscono nel flacone o nella bottiglia una quantità predeterminata di prodotto: sono macchine più veloci, meno complesse – e per questo spesso anche meno difficili da mantenere e meno costose – che, però, scontano in qualche caso pecche di precisione, non tarando di fatto il meccanismo sulla base delle dimensioni del contenitore. L’alternativa, invece, sono riempitrici a livello costante che risultano nel complesso di maggior qualità perché riempiono il contenitore sempre fino a un livello prefissato a partire dal tappo.

 

Si può intuire, insomma, già così che la scelta di una macchina industriale di questo tipo è tutt’altro che semplice e ininfluente: per le aziende di settori come l’alimentare, il vitivinicolo e la cosmesi anzi può rivelarsi strategica dal momento che imbottigliamento, tappatura e confezionamento rappresentano fasi fondamentali dell’intera produzione. Non serve ribadire qui, infatti, che il packaging è di grande importanza per molti prodotti: non solo li protegge sugli scaffali e ancor prima durante la distribuzione, nella maggior parte dei casi ne evita il deterioramento, oltre a svolgere una funzione di marketing – del resto chi non ha mai comprato un prodotto per la sua confezione? Indipendentemente da come funziona una riempitrice, così, si tratta di macchine piuttosto richieste in qualsiasi settore industriale: molte e diverse aziende operano per questo ormai nel packaging machinery,  hanno cataloghi vasti, ben forniti e in grado di soddisfare le esigenze specifiche di ogni produttore e in qualche caso offrono sistemi personalizzati e su misura che vanno incontro anche ai bisogni più specifici. La buona resa di questo tipo di macchinari, del resto, dipende non solo da materiali e design funzionali, ma anche dalla cura con cui sono realizzati e dalla manutenzione ordinaria e straordinaria: guai allora a fidarsi di inesperti.