“Io Non Ci Sto”, l’associazione di Lodovica Mairè Rogati

In queste settimane è stato pubblicato il nuovo sito Internet di Io Non Ci Sto , un’associazione voluta fortemente da Lodovica Mairè Rogati, attrice, sceneggiatrice e conduttrice tv di origini londinesi. Pensata per dare voce ai più deboli, l’associazione si schiera dalla parte di donne, bambini, animali che sempre più spesso vengono privati dei propri diritti. Spinta da un fervore determinato ed encomiabile, Lodovica Mairè Rogati sta per dare vita ad un 2018 denso di novità e successi professionali, dall’uscita del suo nuovo film alla pubblicazione del suo primo libro, “Cuore Africano”, attraverso il quale suggella il suo sacro amore per l’Africa. Uscita indenne e da innocente da due recenti procedimenti legali (assoluzione Lodovica Rogati), l’attrice si fa portavoce della lotta alle ingiustizie e ci racconta per l’occasione cosa significa per lei e cosa dovrebbe significare per gli altri, Io Non Ci Sto.

Cara Lodovica Mairè Rogati, siamo qui per parlare della tua Associazione “Io Non Ci       Sto” contro la violenza sulle donne. Come è nata?

 “Io Non Ci Sto” nasce 5 anni fa. Essendo stata io stessa vittima di una terribile esperienza ho sentito il bisogno di entrare in contatto con altre donne che come me avevano subìto molestia, abuso, violenza. Volevo rendermi disponibile ad aiutarle anche solo ascoltando le loro storie, confortandole o provando a dare loro dei consigli che le mettessero nelle condizioni di superare quel       terribile momento ed andare avanti con la propria vita più forti di prima.

E come è andata?

E’ andata straordinariamente bene, purtroppo e per      fortuna. Purtroppo perché la quantità di donne che mi ha contattata attraverso l’Associazione è stata davvero impressionante sin dal primo giorno che l’ho presentata in televisione attraverso il TG5. Tornai a casa quella sera e trovai nella casella di posta più di un centinaio di mail. E per fortuna perché sono riuscita nel mio piccolo ad aiutare molte di loro anche          semplicemente mettendole nelle condizioni di intraprendere una nuova vita lontane dai loro aguzzini.

Molte donne che subiscono violenza non denunciano, quali sono i motivi secondo te?

Il motivo principale è che queste donne non vengono credute. Sono sin da subito vittime due volte; vittime del loro carnefice e vittime della società che le mette in un angolo ad incassare i colpi del sospetto, di un’opinione pubblica e di un          sistema che le fa sentire sbagliate, colpevoli di aver subìto violenza. E’ terribile. Come ha reagito l’Italia al caso Fausto Brizzi e all’inchiesta sulle molestie nel mondo del cinema e dello           spettacolo in generale è vergognoso! Non faccio altro che leggere e sentire di persone che blaterano frasi sulla mancanza di prove e quindi di attendibilità della vittima. Che cosa deve fare una donna, andare in giro con una telecamera nel reggiseno prima di uscire di casa? Le donne poi che si stanno scagliando contro chi ha subìto molestie mi fanno veramente schifo! Addirittura ci sono attrici che hanno pubblicato sui loro social vignette che prendono in giro le vittime facendo dell’ironia. Poi le incolpano di essersela cercata, o di essere state complici dell’abuso, o di essere state codarde per non aver denunciato immediatamente, oppure di essere solo delle poco di buono che cercano popolarità, e al contempo quelle che invece hanno tenuto l’anonimato non sono credibili perché non ci mettono la faccia. E allora mi chiedo: cosa diavolo deve fare una donna vittima di violenza? La deve mostrare questa faccia si o no?! L’Italia è l’unico Paese al Mondo che non supporta le vittime e che sta difendendo i carnefici. Ecco, questo mi dà il voltastomaco.

Cosa rispondi a coloro che dicono che queste donne avrebbero dovuto denunciare subito?

Rispondo che non sanno quello che dicono. In questo Paese se vai a denunciare una molestia alle Forze dell’Ordine vieni rimandata a casa. Se non hai un video o qualunque altro supporto moderno che avvalori la tua tesi ed hai solo la tua parola contro quella del carnefice non vieni creduta. Questa è l’unica verità. E’ successo a me ed è successo al 90% delle donne che         sono andate a denunciare. E questo non lo dico io, lo dicono le     statistiche. Nove donne su dieci che sono vittime di molestie, violenza, stupro o che vengono uccise avevano precedentemente denunciato il loro boia senza che venisse preso nessun provvedimento. Anzi,           addirittura finiscono loro stesse con l’essere processate per calunnia, così come è successo a me che ho subìto per 10 anni un processo dal quale sono stata poi assolta con formula piena. Oltre a questo c’è l’aspetto umano, interiore, la condizione in cui    si trova l’anima di una ragazza molto giovane, in questi casi del cinema italiano, che è ormai totalmente lacerata dal dolore. Si ha poi paura di farlo sapere ai propri genitori, non si hanno le possibilità economiche di farsi seguire da un avvocato, non ci si vuole trovare dopo anni ancora con questa terribile esperienza a fare da protagonista della propria vita. Si spera, si prega Dio di dimenticare il prima possibile. Si ha paura, una fottuta paura di          finire nel vortice del sospetto dell’opinione pubblica pronta a giudicarti e prenderti a colpi di puttana. Questo è quello che sta facendo l’Italia. Difendere i molestatori è disgustoso. E gli         stessi boia non si fanno avanti per chiedere perdono e mandano in prima linea mogli e legali è altrettanto deplorevole. Non parlo poi di chi ci scherza sopra, delle donne che si accaniscono contro       queste ragazze o di questi pseudo giornalisti che insultano su ogni   quotidiano e trasmissione televisiva le vittime definendole ‘attricette’, ‘prostitute’, ‘bugiarde’, ‘arriviste’. Spero prima o poi di incontrare anche solo uno od una (femmina) di questi ignobili commentatori per sputargli in faccia.

Sei molto arrabbiata di come l’Italia sta ignorando il dolore di queste ragazze vittime di molestie sessuali vero?

Tremendamente arrabbiata. Sono disgustata, sconvolta, quasi incredula di quanta cattiveria ed egoismo ci sia nel nostro Paese. Chi non supporta queste ragazze ammirando il loro coraggio rappresenta appieno l’ignoranza, la superficialità, la totale assenza di rispetto e compassione verso la sofferenza altrui.

Da quando è uscito questo scandalo ti hanno scritto donne vittime di     abusi nel mondo del cinema o dello spettacolo in generale?

Assolutamente si….

Pensi che le cose cambieranno in Italia?

Lo spero altrimenti c’è da fare le valigie e scappare di corsa. Fino a quando vigerà questa       mentalità misogina ed arcaica l’Italia non potrà mai ritenersi un Paese libero e democratico.