Naspi 2017: breve guida all’indennità di disoccupazione

Si sente parlare di frequente dell’indennità di disoccupazione Naspi, ma non tutti sanno di cosa si tratti veramente. Andiamo insieme alla scoperta allora di questa indennità, del perché sia stata istituita e di tutti i requisiti necessari per poterla ottenere.

Naspi 2017: di cosa si tratta?

L’indennità di disoccupazione, meglio conosciuta oggi da tutti semplicemente come Naspi, viene erogata direttamente dall’Inps a coloro che sono rimasti involontariamente senza un impiego. Ci teniamo a sottolineare questa parola, involontariamente. Nel caso in cui quindi un lavoratore venga licenziato per buoni motivi, l’indennità non è un diritto che possa essere esercitato.

Naspi 2017: perché garantire un’indennità?

La perdita involontaria del posto di lavoro comporta notevoli problematiche economiche: l’impossibilità infatti da un giorno all’altro di riuscire a provvedere al sostentamento della famiglia, l’impossibilità quindi di pagare le spese alimentari, le bollette, l’affitto oppure la rata del mutuo, giusto per fare alcuni esempi di costi che tutti oggi sono costretti a dover sostenere. L’Inps grazie a questo sussidio permette a coloro che si trovano a vivere una situazione di questa tipologia di portare avanti la propria routine quotidiana al meglio, sino a quando non si trova un nuovo posto di lavoro. Come spiegheremo più avanti, l’indennità di disoccupazione diminuisce di valore con il passare del tempo: si spera in questo modo di riuscire ad incentivare alla ricerca quindi di un nuovo posto di lavoro. L’indennità non deve essere considerata infatti come una soluzione alla mancanza di un impiego, ma come un’ancora di salvezza in un momento di grave difficoltà. Il fatto che la Naspi diminuisca con il passare del tempo, vi fa capire che non si tratta di un diritto illimitato: si ha diritto infatti ad avere l’indennità solo fino ad un massimo di 78 settimane.

Naspi 2017: quale importo?

Sarebbe stato del tutto impossibile decidere arbitrariamente un importo di indennità fisso, identico quindi per tutti i lavoratori. L’idea infatti è che sia possibile grazie a questo sussidio mantenere lo stesso standard di vita tenuto durante il periodo di lavoro. Ecco perché per il calcolo della Naspi entrano in gioco vari fattori. Oltre allo status lavorativo precedente, alla retribuzione cioè percepita durante il periodo di lavoro, entra in gioco anche la composizione del proprio nucleo familiare e il lasso di tempo in cui si è accumulata la contribuzione. Entrando un po’ più nello specifico, l’indennità Naspi è pari al 75% del proprio stipendio, nel caso di retribuzioni però pari oppure inferiori a 1.195 euro. Nel caso di retribuzioni superiori, dovrà essere aggiunto anche anche il 25% della differenza tra lo stipendio e i 1.195 euro. Nonostante queste percentuali però, l’indennità non può superare un valore di 1300. Dopo 4 mesi di fruizione dell’indennità, questo valore diminuisce del 3% inoltre ogni mese.

I requisiti per richiedere la Naspi

Nonostante ciò che abbiamo detto in precedenza, non tutti possono ottenere l’indennità di disoccupazione. Ecco quindi una breve guida ai requisiti Naspi 2017. Parliamo prima di tutto dai soggetti che possono fare richiesta dell’indennità:

  • lavoratori dipendenti pubblici a tempo determinato;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori che hanno anche un contratto di lavoro subordinato.

Oltre ad appartenere ad una di queste caratteristiche il lavoratore che desiderano l’indennità deve anche:

  • il lavoratore deve avere fatto almeno 30 giorni di lavoro nel corso dei 12 mesi precedenti alla disoccupazione, senza la necessità però di aver raggiunto un minimo di contribuzione;
  • il lavoratore deve avere almeno 13 settimane di contribuzione accumulate nel corso degli ultimi 4 anni e per ogni anno deve essere previsto un minimo contributivo di 200,76 euro a settimana.

Se siete in possesso di questi due requisiti Naspi 2017, potete richiedere l’indennità.

Come richiedere la Naspi 2017

La Naspi 2017 deve essere richiesta all’Inps, esclusivamente per via telematica. Il lavoratore ha tempo 68 giorni dalla cessazione del contratto lavorativo, per effettuare la domanda.