Servoscale per disabili: contributo e normativa

Vivere in autonomia la propria casa, per una persona con difficoltà motorie, mediante supporti come i servoscale, è una scelta che, oltre a riservare un prezioso aiuto per sé e i familiari che lo assistono, offre al soggetto interessato anche opportunità a livello finanziario. Infatti, grazie alla normativa che regolarizza detrazioni fiscali e contributi, previsti dalla Legge n° 13/1989, perfezionata dal D. L. n° 83/2012, sull’abbattimento delle barriere architettoniche, è possibile ottenere rimborsi e contributi come vedremo.

Detrarre dall’Irpef le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di un servoscale, anche comprensive di IVA, è una delle possibilità previste, con una percentuale di recupero passata dal 36 al 50% proprio grazie alla modifica del recente 2012. Peraltro, il montaggio di un dispositivo di questo tipo, a differenza di eventuali interventi alternativi, come la realizzazione di rampe, l’installazione di ascensori, ecc., in base alla normativa, gode anche del vantaggio di non avere bisogno di concessione edilizia o dichiarazione inizio attività per poter essere realizzato.

Sono ammessi a fruire della detrazione coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche e, in particolare, tutte le persone titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

Per quanto riguarda i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento di disabilità dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104/92 e coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche, possono usufruire di una detrazione del 19%, senza applicazione di franchigia, per le spese riguardanti i mezzi necessari al sollevamento dei disabili, indipendentemente dal fatto che fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento. Per ottenere tale agevolazione fiscale, bisogna conservare tutta la documentazione a riguardo, fatture, ricevute, ecc., per poterla eventualmente esibire o trasmettere, a richiesta, agli organi finanziari.

La legge stabilisce anche che i soggetti portatori “di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti che determinino obiettive difficoltà alla mobilità”, anche se non affetti da invalidità ma aventi una patologia tale da rendere impossibile, difficoltoso o pericoloso affrontare a piedi una rampa di scale, in caso di installazione di un dispositivo servoscale possano ottenere un contributo economico.

Il diritto di precedenza nell’assegnazione è riservato alle persone disabili dichiarate invalide al 100%, e non vengono tenuti in considerazione altri parametri come reddito, età, tipo d’intervento e spesa affrontata. Hanno diritto a presentare le domande di contributo sia personalmente le persone disabili, compresi i non vedenti, sia coloro i quali le abbiano a carico, così come i condomini dove risiedano i beneficiari.

La normativa prevede una partecipazione scaglionata alla spesa, erogata dopo l’esecuzione dell’opera ed in base alle fatture debitamente quietanzate. E’ concessa in misura pari alla cifra effettivamente sostenuta per costi fino a 2.582,28 €, aumentata del 25% per costi da 2.582,28 a 12.911,42 € e di un ulteriore 5% per spese sopra i 12.911,42 €.

Consigliamo di rivolgersi sempre ad aziende professionali, che sapranno non solo identificare il prodotto migliore per ogni esigenza, ma provvedere all’installazione, alla sua garantita sicurezza e all’assistenza anche in termini fiscali: è il caso della Ditta Faboc, dalla decennale e provata esperienza nel campo dei dispositivi per disabili, presente sul mercato con una vasta gamma di modelli per interni ed esterni.